psicologia

Giornata mondiale della salute mentale: promuovere il benessere psicologico per tutti

Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, un’occasione fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul benessere psicologico e l’importanza della salute mentale. Lo studio di psicologia Psico Colli Portuensi vuole cogliere questa opportunità per riflettere su come la salute mentale sia una parte integrante del nostro benessere generale, tanto quanto quella fisica. Perché è importante parlare di salute mentale Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 450 milioni di persone nel mondo convivono con disturbi mentali. Tuttavia, nonostante la diffusione di questi disturbi, esiste ancora un forte stigma che impedisce a molte persone di cercare l’aiuto di cui hanno bisogno. È qui che entra in gioco la Giornata Mondiale della Salute Mentale: abbattere il muro del silenzio e promuovere un dialogo aperto su questi temi è essenziale per migliorare la qualità della vita di chi ne soffre. Il tema del 2024: “La salute mentale in un mondo che cambia” Il tema scelto per quest’anno, “La Salute Mentale in un Mondo che Cambia”, invita a riflettere su come i cambiamenti globali – dalle crisi sanitarie ed economiche alle trasformazioni sociali e tecnologiche – abbiano un impatto profondo sulla nostra psiche. Aumentano le richieste di adattamento, la pressione lavorativa e il senso di incertezza, fattori che possono contribuire a un aumento dell’ansia, della depressione e di altri disturbi psicologici. Come studio di psicologia, riteniamo sia fondamentale comprendere l’importanza di costruire una resilienza psicologica, che consenta di affrontare i cambiamenti in modo equilibrato, mantenendo una connessione con sé stessi e con le proprie emozioni. In questo senso, la terapia psicologica non è solo un mezzo per trattare i disturbi esistenti, ma rappresenta anche un percorso di crescita personale e di prevenzione. Il ruolo di uno centro di psicologia Presso il nostro centro Psico Colli Portuensi, ci impegniamo quotidianamente a creare uno spazio sicuro e accogliente in cui le persone possano sentirsi ascoltate e sostenute. Offriamo percorsi personalizzati che vanno dalla gestione dello stress e dell’ansia al trattamento dei disturbi più complessi, come la depressione e il disturbo post-traumatico da stress. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, vogliamo ricordare a tutti che non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto. Parlare di ciò che ci preoccupa o ci turba è un segno di forza e di consapevolezza. Nessuno dovrebbe sentirsi solo di fronte alle proprie difficoltà emotive. Non dimentichiamoci mai che la salute mentale è un diritto di tutti. Per informazioni sui nostri servizi o per prenotare una consulenza, non esitare a contattarci.

La psicologia ai tempi del Coronavirus

È arrivato come uno tsunami: un piccolo essere invisibile che porta distruzione e morte. Già da qualche mese le nubi di questo tragico evento si profilavano e poi addensavano all’orizzonte ma il pericolo veniva da molti ampiamente negato e relegato nella lontana Cina. Ed ora che siamo dentro questa immane tragedia, ora che viviamo nella paura della morte, ora che stiamo cambiando, non solo temporaneamente, ma radicalmente i nostri ritmi di vita, i nostri modi di comunicare, di stare insieme, di avere scambi corporei e affettivi, ora che sentiamo così intensamente la nostra fragilità e la nostra impossibilità di programmare, anche a breve scadenza il nostro futuro, cosa ne sarà del nostro equilibrio psicologico e mentale? Quale è e quale sarà l’impatto traumatico di questo evento senza precedenti nella storia dell’umanità su ognuno di noi? Rintanati nelle nostre case, fortemente limitati nelle attività lavorative e negli scambi sociali, che possono avvenire quasi esclusivamente attraverso la rete, costretti o beneficiari di una solitudine o di convivenze ora gradite ora forzate, incollati alla TV che ci aggiorna con continui “bollettini di guerra”, viviamo sospesi nell’occhio del ciclone. O, se costretti ad attività lavorativa, guardiamo con sospetto qualsiasi persona che si avvicina, come possibile portatore di contagio e si accentua la paura di essere travolti insieme ai nostri cari dagli eventi e di scomparire da un giorno all’altro. Se si lavora in prima linea, come avviene per il personale sanitario, la necessità di salvare vite umane impone turni massacranti con la tendenza alla negazione sia dei fattori personali di rischio che del dolore emotivo che la perdita di vite umane genera. L’emergenza e l’azione tendono a prevalere sul pensiero per limitare i danni, non potendosi permettere di vivere la traumaticità dell’evento. Sappiamo che, a breve, il Covid19, come ha stravolto le nostre vite, ci colpirà ancora, non direttamente sul corpo, ma facendoci pagare un conto molto salato e non solo in termini economici: dovremo infatti ricostruire sulle rovine un nuovo modo di relazionarci con noi stessi e con gli altri e si modificherà la nostra visione del mondo. Sarà importante, se non essenziale, un sostegno psicologico o un percorso di psicoterapia. Gli specialisti della salute mentale non dovranno lavorare solo su questo evento storico così straordinario, ma anche su come esso si innesta sulla nostra storia attuale e pregressa, creando od aggravando non solo sintomi o specifiche patologie, ma soprattutto uno stato mentale di ansia latente e di sofferenza su cui bisogna assolutamente intervenire. Quando il virus sarà scomparso e, speriamo che ciò accada presto, dovremmo combattere una dura battaglia contro possibili sintomi o sindromi slatentizzate da quanto stiamo vivendo. Ne elenchiamo alcuni: ansia, sensazione di sentirsi senza appoggio, attacchi di panico, depressione, paranoia, claustrofobia, agorafobia, rupofobia, fobia da contatto, disturbo post-traumatico da stress e sindrome del burn-out (quest’ ultimi più frequenti per chi ha lavorato in prima linea). Ci sarà anche un’ampia ricaduta di questo evento sui bambini ed adolescenti, la cui personalità in formazione non è in grado di fronteggiarlo con difese adeguate. Non sempre i genitori sono in grado di sostenerli nei limiti che impone lo stato di quarantena e l’assenza di contatti affettivi e sociali con i coetanei. E che dire dei familiari dei deceduti a causa della pandemia da coronavirus? Portano e porteranno sulle spalle il peso di un lutto molto difficile da accettare ed elaborare perché brusco, avvenuto senza la possibilità di salutare la persona amata e di mettere in atto tutti quei rituali che rendono più tollerabile la scomparsa. Ci aspetta un lavoro psicologico molto intenso di sostegno, costruzione e ricostruzione dell’equilibrio psichico nostro e dei nostri utenti. Gli specialisti di “Psicocolli” con la loro formazione e la loro vitalità sono pronti ed impegnati in questo duro lavoro di significazione di eventi umani quasi impossibili.

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